Consigli utili da mettere in pratica

SALDARE AD ARCO

La saldatura è l’unione di due metalli con l’apporto di un terzo; quella ad arco è il
metodo più diffuso per saldare il ferro con spessori superiori al millimetro.
Nel cratere di fusione, che si forma tra l’elettrodo ed il metallo sotto l’azione dell’arco voltaico, si fondono le parti da unire ed il metallo d’apporto.
Il bagno di saldatura corretto è ricoperto da una sostanza scura, la scoria, che protegge il metallo fuso dall’ossidazione.

Gli accessori indispensabili

Per la saldatura occorrono poche, ma indispensabili, attrezzature. Immancabile la maschera con vetro inattinico, in versione classica o a casco, per poter lavorare con entrambe le mani libere; i guanti devono essere robusti e isolanti; la martellina e la spazzola di ferro servono per rimuovere le scorie dal cordone di saldatura; non può mancare infine una buona dotazione di elettrodi di varia misura per poter assecondare al meglio lo spessore del metallo da saldare e per non dover interrompere il lavoro, soprattutto dopo aver trovato il giusto ritmo ed il cordone risulta uniforme.

Saldatura verticale ad angolo retto 


La saldatura verticale si esegue salendo dal basso verso l’alto con l’elettrodo e tenendolo ad 80-85°: si evita così l’inclusione delle scorie che si avrebbe con la saldatura discendente.

Per eseguire una perfetta giunzione a 90° di due pezzi metallici occorre tenere l’elettrodo inclinato di 70° rispetto al cordone che si stende.

Due tipi di macchina

La saldatrice è in pratica un trasformatore che abbassa la tensione mantenendo
alto l’amperaggio; nella scelta della saldatrice è da tenere d’occhio il valore della
potenza assorbita, in base alla disponibilità del proprio contatore.

La macchina tradizionale si riconosce per il manopolone centrale che permette di regolare la potenza dell’arco; due scale graduate riportate ai lati di un cursore indicano l’amperaggio impostato e il diametro dell’elettrodo da utilizzare per una corretta saldatura.

Esistono tre tipi di macchine ad uso hobbistico: quella tradizionale, quella a filo e
quella ad inverter; rispetto a quelle tradizionali, le macchine ad inverter sono
meno ingombranti e più indicate per un utilizzo hobbistico.

L’aspetto della macchina a filo è molto simile a quello di una normale saldatrice ad arco, ma si riconosce dalla guaina che collega la macchina alla torcia. L’arco scioglie un filo in lega metallica, la cui velocità di avanzamento è regolabile.

Come funziona la macchina ad inverter

Accendendo la macchina parte la ventola di raffreddamento, un raddrizzatore  (primo modulo) trasforma la corrente alternata in continua e i condensatori neutralizzano gli sbalzi di corrente.
Il secondo modulo, alimentato in CC, regola la potenza in funzione della corrente
di saldatura richiesta e la trasforma di nuovo in alternata, ma ad altissima frequenza.
Il terzo adatta tensione e corrente ai valori richiesti dalla saldatura ad arco; il
quarto è un raddrizzatore secondario che ritrasforma la CA in CC, ma di ottima
qualità; si ottiene una tensione a bassissima “ondulosità”.
L’ultimo modulo controlla i transistor della corrente di saldatura, confronta il valore
con quello impostato e modula gli impulsi al secondo modulo che effettua la regolazione.

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